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Scambi di Click – seconda parte

Ciao lettore! Bentornato. Se la “prima parte” di questo post Ti è sfuggita, la puoi trovare qui: Prima Parte

Quindi, dicevo… I click “normali” non pagano abbastanza per il tempo richiesto dalle le visite di reciprocità. Le opportunità di scambio sono numerose, variegate e potenzialmente interessanti ma, se “la resa non vale l’impresa”, bisogna trovare una soluzione.

Insisto. Continuo a scambiare, cercando man mano di selezionare gli interlocutori che sembrano più seri, più costanti. Dopo 15 giorni di meticoloso lavoro di cernita, noto chiaramente delle differenze sostanziali nella resa dei loro click sul mio blog. Stesso paese, stesso tipo di visita, stesso click ma resa che varia da 0.03 a 2.75?

Ma queste differenza da cosa derivano? è solo caso? Possibile. Ma non credo troppo al caso, quando da un interlocutore arrivano sempre click da 0.03-0.15 e da un altro invece sempre click da 0.95 a 2.95. Nella vita ho imparato che chiedere con cortesia, nel peggiore dei casi, porta ad un risultato nullo ma quasi mai negativo. Chiedo. Qualcuno risponde vago, altri non rispondono. Va beh, ci sta. Però noto che tutti quelli che mi fanno click “importanti”, dopo aver ricevuto i miei, tendono a non rispondermi più e a non accettare più le mie proposte di scambio. Sono un “paria” dei click? Tristezza e fastidio.

Ed ecco spuntare i cookies

Con cortese insistenza, punto un paio di interlocutori orientali e non li mollo. Chiedo. Rispondono vaghi. Chiedo ancora. Nessuna replica. Spiego che, se non mi spiegano cosa posso fare, i miei click saranno sempre scarsi, anche se le mie visite sono accurate, lunghe, serie. Uno di loro vacilla. Accenna ai “cookies”. Penso subito alla legge che obbliga a mostrare, in ogni sito che usa questi “tracciatori”, l’avviso ad essi relativo e a chiederne l’autorizzazione con un “ok” nell’apposita finestrella in sovra impressione. Il mio blog è in regola. Approfondisco. La risposta è difficile ca comprendere, sia per il mio livello di inglese, sia per quello del mio disponibile interlocutore orientale.

Cerco on line. Difficile scremare l’enorme quantità di informazioni, di articoli, di post. In qualche post “emerge” uno schema che ha un senso e, soprattutto, un’attinenza al mio interesse. Spiega piuttosto bene il meccanismo “occulto” tra visite sui siti, cookies importati dal visitatore e “condizionamento” di questo cookies sulle pubblicità che i siti che visiterò mi mostreranno. Il legame è fortissimo.

Quante volte Ti è capitato di visitare un e-commerce di scarpe, girare qualche pagina al suo interno, chiudere tutto e, 5 minuti dopo o dopo qualche giorno, aprendo Facebook, notare con sorpresa che le stesse scarpe sono visualizzate, in grande evidenza, nella Tua bacheca, nelle pubblicità in essa presenti?

Il potere dei cookies

Questo è il potere dei cookies. I cookies sono dei “tracciatori” che, saltando a bordo del browser del visitatore, ne costituiscono una sorta di “memoria” delle preferenze, dei gusti, delle scelte effettuate dal “viaggiatore della rete”. Quindi… navigando importo i cookies… che mi “targettizzano” per gusti, preferenze, abitudini e che quindi, in qualche modo, condizioneranno le pubblicità che vedrò nel prossimo sito che visiterò.

Interessante questa cosa. Ma come può tornare, oltre che interessante, utile?

Se si trova il modo per “portarsi dietro” i cookies di un certo tipo, questi permetterebbero di visualizzare, nel prossimo blog che visiterò, delle pubblicità diverse dalle solite generaliste, giusto? E magari, quelle pubblicità diverse spendono di più di quelle generaliste per emergere più spesso di quelle dei propri competitor. E, se è così, allora il mio click produrrà un maggiore guadagno per Google e, a cascata, anche al proprietario del blog!

Ta-daaa.

Quando Ti capita che 1 + 1 = 3

Ebbene, cerco di farla breve. Ho approfondito. Ho chiesto altri mille dettagli. E ho insistito. Ho testato e ritestato. Ancora e ancora. Mi trovo però di fronte due “scuole di pensiero”, ciascuna che produce risultati interessanti. Mi chiedo se le due “metodologie” siano compatibili tra loro o se l’una vanifichi gli effetti dell’altra. Provo. Riprovo. Testo. Testo ancora. I miei click ora rendono molto di più agli amici che visito. Molti amici asiatici ora mi cercano su fb per nuovi click. Un paio di loro, nella stessa giornata, mi chiedono come mai dagli altri italiani con cui scambiano i click siano sempre così modesti.

Mi fermo un attimo a riflettere su questo aspetto. Il perché è ovvio. Chissà se i miei click rendono meglio anche agli italiani, però. Creo un gruppo al volo, solo per italiani. Scambio click “normali” per un paio di giorni. I miei danno poco, il loro mi danno altrettanto poco. Chatto in privato con un amico del gruppo che sembra un po’ più smaliziato e pratico. Gli accenno a vaghe linee che forse ho trovato il modo per migliorare il valore dei miei click. E’ scettico. Gli faccio una visita, pregandolo di monitorare il suo AdSense e… voilà! Riceve un click da quasi due euro. Non ci vuole credere. Teme abbia usato una VPN per simulare un click dall’estero ma, verificando AdSense nei dettagli, vede che il click arriva dall’Italia. Ma ancora manca la prova del nove.

La Prova del 9

Facciamo i settaggi in 4 minuti, gli passo i file e gli chiedo se nota delle differenze, visitando il mio sito. Compare l’emoticon della sorpresa, la faccina pallida con le mani sulle guance e la bocca aperta in una O di stupore. chiedo dettagli. Non arrivano. Non risponde. Aspetto. Scrive: vedo pubblicità che non ho mai visto prima, né sul tuo blog né su altri. Prova un click a caso, gli dico. Fatto. Aspetto. Sbam! 2,10 di click. Funziona!!!

Alla fine, quindi, ho “quadrato” il mitico cerchio e ho deciso sviluppare un “sistema” che funziona.
Semplice, veloce, efficace.
Nessuna dotazione speciale.
Un pc, un comune browser (settato opportunamente) da usare per le visite, un paio di files e una “guida” per capire quel che si sta facendo, per imparare a farlo bene. E un gruppo facebook per trarne guadagno. In poche ore chiunque abbia un blog e AdSense, un pc e una connessione, è in grado di ricavare i primi guadagni. Per chi non ha il blog o l’account AdSense, ho trovato chi glieli può fornire in pochi giorni per una cifra davvero risibile. Se l’interessato però non ha nemmeno il pc, ahimè, per lui o lei ancora non ho trovato una soluzione 🙂

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